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Il profumo

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Cosa significa la parola profumo?
Ciò che noi chiamiamo profumo (l'etimologia deriva dal latino per significa attraverso, fumum ovvero fumo) si tratta di una mescolanza di essenza profumata, acqua ed alcool, solitamente creato per procurare sensazioni olfattive piacevoli, stimolando un senso di benessere.

In quanti modi possono essere usati i profumi?
I profumi vengono impiegati principalmente per i seguenti scopi:

  • Profumo nell'uso comune - Le fragranze olfattive di profumeria vengono indossate per generare un piacevole senso di benessere personale ed anche, come espressione della propria personalità
  • Profumi usati come rimedio e cure - Solitamente contenuti in piccole fiale di vetro vengono usati (esempio i sali) come primo soccorso per far riprendere una persona da un grande choc emotivo.
  • Alcune essenze naturali - Vendute principalmente nelle erboristerie o negozi specializzati, vengono impiegate contro svariati malesseri, per esempio ansia, stress, smettere di fumare o per scopi balsamici contro il raffreddore, etc..
  • Profumi funzionali - In alcuni prodotti e materiali che si trovano in commercio, vengono aggiunte delle essenze specifiche, per migliorare la qualità del prodotto, ed anche per renderli identificabili e a scopo pubblicitario. Per esempio, sono impiegati nella produzione di prodotti di bellezza, per il bagno, la casa ed il giardino, la cucina. Oppure, per migliorare prodotti dall'odore sgradevole, per esempio, colorazioni per capelli, prodotti per le pulizie, etc.. Vengono impiegati specifici aromi, anche nel settore alimentare, per esaltarne sia il gusto che l'olfatto.


Da dove nascono i profumi?
I primi profumi e cosmetici profumati, risalgono a 5 mila anni fa, usati principalmente dagli antichi egizi.
In seguito si diffusero anche dagli arabi e successivamente dai romani e prese piede in europa appena nel XIV secolo. Si ricorda Grasse in Francia, che viene considerato il luogo natale delle profumeria europea.

Composizione dei profumi
Generalmente, un profumo è composto da essenze naturali, per esempio oli eterici vegetali o animali, sciolte in una miscela di acqua ed alcool (circa 80%).
Sempre di più, vengono impiegati degli elementi sintetici profumati, detti anche materia odorosa, ovviamente per ridurre i costi di produzione.

Per creare una miscela unica di profumo, possono essere mescolati fino ad 80 elementi olfattivi.
Nel mercato delle profumazioni, esistono circa 200 tipologia di essenze naturali e 2000 materiali odorosi sintetici.

Classificazione diluizione dei profumi presenti sul mercato
La concentrazione di essenza profumata (oli eterici) presente in un profumo, determina la classe di appartenenza:

  • Estratto di profumo - concentrazione dal 15% fino ad arrivare alle più intense con 40%
  • Eau de parfum - concentrazione dal 10% al 20%
  • Eau de toilette - mediamente una concetrazione dal 6% fino al 9%
  • Eau de cologne - dal 3% fino al 5%
  • Eau de solide - bassissima concentrazione di oli eterici, addirittura solo l'1%


Nel caso di profumi realizzati impiegando principalmente materie odorose sintetiche, maggiore è la concentrazione e maggiore è il potenziale irritante a causa dei prodotti chimici che entrano a contatto con la pelle.
Per questo, nel 1994 sono stati lanciati sul mercato, gli eau de solide, aprendo una nuova strada verso miscele maggiormente più tenui e estive, create appositamente per le persone particolarmente sensibili.

Effetti e intensità dei profumi
Concentrazione e specifica composizione del profumo, determinano l'intensità e l'effetto.
Vengono distinte differenti soglie:

  • Soglia di fuga - Il profumo è talmente intenso da provocare una reazione di fuga
  • Soglia di eccesso - Il profumo provoca una sensazione d'invadenza e fastidio
  • Soglia del piacere - L'intesità del profumo viene percepito
  • Soglia di riconoscimento - Si riconosce e definisce il tipo di profumo
  • Soglia della percezione - Si percepisce l'aura, senza riuscire a definirla
  • Soglia d'effetto - Si reagisce la profumo in modo quasi impercettibile


Le note olfattive dei profumi
I profumi possono essere ideati con diverse varietà di elementi odorosi per creare svariate note profumate differenti tra loro.
Le varie famiglie olfattive possono essere le più diverse e originali, femminili o maschili, floreali, fruttate, orientali, velate, agrumate, classiche o eleganti, seducenti o formali.

Possiamo contradistinguere le varie note scaturite nella nostra percezione del profumo:

  • Nota di testa - Viene percepita subito, appena il profumo viene sentito. Essendo estremamente importante per l'acquisto, viene generalmente studiata per essere molto intensa, per lasciare impresso subito la fragranza. Proprio per questo è sempre consigliabile valutare il profumo sulla pelle, e lasciar passare qualche minuto, al fine di percepire i toni emozionali.
  • Nota di cuore - Si percepiscono dopo qualche minuto o in alcuni casi dopo ore, e identificano la nostra percezione emotiva.
  • Nota di fondo - Si tratta dell'ultimo stadio del processo e contiene gli elementi profumati più persistenti.


Si consiglia di conservare i profumi in un luogo fresco e buio, in modo da non alterarlo in modo spiacevole.

Gli ingredienti essenziali dei profumi
Le sostanze olfattive sintetiche e naturali vengono ricavate principalmente da erbe, foglie, bacche, muschi, frutti, fiori, spezie, radici e secrezioni.

Tra i fiori maggiormente impiegati: mughetto, rosa, giacinto notturno (una delle più costose a causa della tecnica di estrazione enfleurage), viola, tuberosa, mimosa, nerolo (fiori arance amare), lavanda (olio eterico più usato), osmanto (nelle fragranze più creative), geranio africano (becco di cicogna), giacinto, gelsomino (poco usato a causa del difficile processo, per un chilo d'olio serve una tonnellata di fiori), ylang ylang.

I frutti più utilizzati: limone, pesca, fragola, lampone, mora, mirtillo, cocco, prugna, mela verde, pompelmo, limetta, arancia, arancia amara.

Le spezie più diffuse: noce moscata, coriandolo, anice, zenzero, cardamomo, papavero, pimento, rosmarino, cannella, vaniglia.

Le resine e cortecce maggiormente importanti: ginepro, styrax, legno di rosa, legno di sandalo, opopanax, mirra, benzoino, laudano, olibano (incensi), olio balsamico peruviano, balsamo di toluolo, legno di cedro.

Muschi, erbe, foglie, bacche e radici più comuni: cipresso, bacche di ginepro, citronella, alloro, uva moscatella, foglie di tabacco, fave tonka, foglie di violetta, patchouli, galbano, radici d'iris, muschio d'albero e quercia, petitgrain, vetiver.

Secrezioni: zibetto, moschus, ambra grigia, castoreum

Nelle note gourmand: mandorla, miele, latte, caramello, zucchero, cioccolato, zucchero filato.

Nel campo delle materie sintetiche sarebbe quasi impossibile trarne una lista completa, le più comuni sono: maltolo, eliotropina, vanillina, aldeide, moschus chetone, cumarina, moschus xilone e fenoli.



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