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Cosa significa la parola profumo?
Ciò che noi chiamiamo profumo (l'etimologia deriva dal latino per significa attraverso, fumum ovvero fumo) si tratta di una mescolanza di essenza profumata, acqua ed alcool, solitamente creato per procurare sensazioni olfattive piacevoli, stimolando un senso di benessere.
In quanti modi possono essere usati i profumi?
I profumi vengono impiegati principalmente per i seguenti scopi:
Da dove nascono i profumi?
I primi profumi e cosmetici profumati, risalgono a 5 mila anni fa, usati principalmente dagli antichi egizi.
In seguito si diffusero anche dagli arabi e successivamente dai romani e prese piede in europa appena nel XIV secolo. Si ricorda Grasse in Francia, che viene considerato il luogo natale delle profumeria europea.
Composizione dei profumi
Generalmente, un profumo è composto da essenze naturali, per esempio oli eterici vegetali o animali, sciolte in una miscela di acqua ed alcool (circa 80%).
Sempre di più, vengono impiegati degli elementi sintetici profumati, detti anche materia odorosa, ovviamente per ridurre i costi di produzione.
Per creare una miscela unica di profumo, possono essere mescolati fino ad 80 elementi olfattivi.
Nel mercato delle profumazioni, esistono circa 200 tipologia di essenze naturali e 2000 materiali odorosi sintetici.
Classificazione diluizione dei profumi presenti sul mercato
La concentrazione di essenza profumata (oli eterici) presente in un profumo, determina la classe di appartenenza:
Nel caso di profumi realizzati impiegando principalmente materie odorose sintetiche, maggiore è la concentrazione e maggiore è il potenziale irritante a causa dei prodotti chimici che entrano a contatto con la pelle.
Per questo, nel 1994 sono stati lanciati sul mercato, gli eau de solide, aprendo una nuova strada verso miscele maggiormente più tenui e estive, create appositamente per le persone particolarmente sensibili.
Effetti e intensità dei profumi
Concentrazione e specifica composizione del profumo, determinano l'intensità e l'effetto.
Vengono distinte differenti soglie:
Le note olfattive dei profumi
I profumi possono essere ideati con diverse varietà di elementi odorosi per creare svariate note profumate differenti tra loro.
Le varie famiglie olfattive possono essere le più diverse e originali, femminili o maschili, floreali, fruttate, orientali, velate, agrumate, classiche o eleganti, seducenti o formali.
Possiamo contradistinguere le varie note scaturite nella nostra percezione del profumo:
Si consiglia di conservare i profumi in un luogo fresco e buio, in modo da non alterarlo in modo spiacevole.
Gli ingredienti essenziali dei profumi
Le sostanze olfattive sintetiche e naturali vengono ricavate principalmente da erbe, foglie, bacche, muschi, frutti, fiori, spezie, radici e secrezioni.
Tra i fiori maggiormente impiegati: mughetto, rosa, giacinto notturno (una delle più costose a causa della tecnica di estrazione enfleurage), viola, tuberosa, mimosa, nerolo (fiori arance amare), lavanda (olio eterico più usato), osmanto (nelle fragranze più creative), geranio africano (becco di cicogna), giacinto, gelsomino (poco usato a causa del difficile processo, per un chilo d'olio serve una tonnellata di fiori), ylang ylang.
I frutti più utilizzati: limone, pesca, fragola, lampone, mora, mirtillo, cocco, prugna, mela verde, pompelmo, limetta, arancia, arancia amara.
Le spezie più diffuse: noce moscata, coriandolo, anice, zenzero, cardamomo, papavero, pimento, rosmarino, cannella, vaniglia.
Le resine e cortecce maggiormente importanti: ginepro, styrax, legno di rosa, legno di sandalo, opopanax, mirra, benzoino, laudano, olibano (incensi), olio balsamico peruviano, balsamo di toluolo, legno di cedro.
Muschi, erbe, foglie, bacche e radici più comuni: cipresso, bacche di ginepro, citronella, alloro, uva moscatella, foglie di tabacco, fave tonka, foglie di violetta, patchouli, galbano, radici d'iris, muschio d'albero e quercia, petitgrain, vetiver.
Secrezioni: zibetto, moschus, ambra grigia, castoreum
Nelle note gourmand: mandorla, miele, latte, caramello, zucchero, cioccolato, zucchero filato.
Nel campo delle materie sintetiche sarebbe quasi impossibile trarne una lista completa, le più comuni sono: maltolo, eliotropina, vanillina, aldeide, moschus chetone, cumarina, moschus xilone e fenoli.